GPP: i Comuni al Ministero con proposte per facilitare applicazione dei CAM

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Anche sulla diffusione del GPP e sull’applicazione dei CAM, i Comuni che sono stati ricevuti dal Ministro dell’Ambiente il 26 novembre 2020 hanno presentato proposte,  con il supporto di Punto 3. L’iniziativa è dell’Associazione Comuni Virtuosi che un anno fa si era fatta promotrice di un Report di monitoraggio sullo stato di attuazione.

L’incontro, svoltosi in modalità online, è stato l’occasione per presentare all’On. Sergio Costa le istanze, le criticità e le proposte dei 130 Comuni aderenti all’Associazione. I temi trattati durante l’incontro, che sono stati raccolti in un documento, sono molteplici: rifiuti, mobilità, energia, risorse economiche per i Comuni e proposte per facilitare l’applicazione dei CAM (e quindi la diffusione del Green Public Procurement).

Quest’ultimo capitolo  è stato scritto da Punto 3 alla luce dell’esperienza maturata in materia di GPP – in particolare attraverso la formazione gratuita agli Enti Locali con il progetto 400 ore GPP; sulla base dei risultati emersi dal Report di monitoraggio sul grado di applicazione dei CAM – indagine condotta da Punto 3 su un campione rappresentativo di tutte le tipologie di Enti Locali soci dell’Associazione Comuni Virtuosi e presentata nella Sala Stampa della Camera dei Deputati il 12 febbraio 2019.

I Comuni non applicano i CAM per mancanza di “conoscenza” 

Dall’indagine è emerso che le difficoltà di applicazione dei CAM derivano principalmente dalla mancanza di conoscenza tecnica e normativa da parte del personale preposto alla gestione delle procedure di approvvigionamento e del personale tecnico chiamato a redigere i capitolati.

Nel documento presentato dai Comuni al Ministro Costa sono elencate alcune proposte di azioni che potrebbero facilitare l’applicazione dei CAM e quindi la diffusione del GPP negli approvvigionamenti pubblici:

  • rendere ancora più capillare la formazione specialistica sul GPP coinvolgendo direttamente nell’organizzazione dei corsi oltre le Regioni anche le Provincie, le Unioni di Comuni e le associazioni/reti di Enti locali: ciò permetterebbe di raggiungere più facilmente i piccoli Comuni;
  • rendere più celere l’iter di aggiornamento del Piano d’Azione nazionale sul GPP e dei CAM esistenti, soprattutto di quelli che sono stati approvati prima dell’entrata in vigore dell’attuale Codice dei Contratti (19 aprile 2016) che ha reso il GPP vincolante. Ne sono un esempio i CAM relativi all’affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene approvati con DM 24 maggio 2012;
  • rendere attuativo il protocollo d’intesa tra Ministero dell’Ambiente e ANAC sul monitoraggio dei CAM e del GPP a livello nazionale. Non sono noti a livello nazionale i dati relativi al grado di applicazione dei CAM da parte delle stazioni appaltanti.

Certificazioni ambientali e GPP: incentivi nella prossima Legge di Stabilità

Si sottolinea infine una importante iniziativa voluta dal Ministro dell’Ambiente: l’inserimento nella Legge di Stabilità di prossima approvazione di un articolo, il 135, che prevede l’erogazione di 30 milioni per i tre anni (10 milioni per anno) per incentivare la diffusione delle certificazioni ambientali in Italia.

Le certificazioni ambientali di processo e di prodotto/servizio sono, infatti, un importante strumento che può contribuire alla diffusione degli Acquisti Verdi nel nostro Paese. In particolare un acquirente pubblico ha necessità di informazioni sulle prestazioni ambientali dei propri approvvigionamenti, sugli strumenti utilizzati per la comunicazione di tali prestazioni e per la gestione ambientale delle imprese fornitrici e delle loro catene di fornitura. In tal senso le certificazioni ambientali sono un volano imprescindibile per l’implementazione di pratiche di acquisto coerenti ai principi del GPP.

Scopri i progetti di Punto 3 per il Green Public Procurement

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