L’evoluzione della strategia climatica aziendale passa per l’analisi dell’impronta climatica tramite un approccio bottom-up: dall’impatto del singolo servizio alla Carbon Footprint dell’intera organizzazione. Questo approccio, coordinato da Punto 3 per il percorso di Copura, si distingue per la sua capacità di affrontare in modo sistemico le sfide della decarbonizzazione, trasformando i dati granulari dei singoli processi in una visione d’insieme solida e trasparente.
In questi anni Copura ha risposto alla sfida dei cambiamenti climatici trasformando la tutela dell’ambiente in un pilastro del proprio sviluppo.
Come? Con un percorso “dal basso” che analizza l’impatto ambientale di ogni singolo processo operativo associato all’erogazione del servizio, per arrivare a una visione globale dell’Organizzazione. In un settore complesso come quello del facility, Copura dimostra che la vera crescita è quella consapevole: conoscere le proprie emissioni per poterle governare e per costruire un futuro migliore per la collettività.
Carbon footprint: l’impronta climatica e i suoi profili
Carbon Footprint di Prodotto (CFP) o Impronta Climatica di Prodotto è la quantificazione delle emissioni di gas serra (GHG) legate all’intero ciclo di vita di un prodotto o servizio.
La norma ISO 14067:2018, recepita in Italia dalla UNI EN ISO 14067:2018, definisce principi e linee guida per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto o servizio, includendo nell’analisi ogni fase: dall’estrazione e trasformazione delle materie prime, fino allo smaltimento finale di prodotti, attrezzature e macchinari utilizzati.
Carbon Footprint di Organizzazione (CFO) o Impronta Climatica di Organizzazione è l’inventario dei gas serra (GHG) di una Organizzazione in un anno di riferimento, punto di partenza (baseline) per implementare strategie climatiche a livello aziendale.
La norma ISO 14064-1:2018, recepita in Italia dalla UNI EN ISO 14064-1:2019, definisce principi e requisiti a livello di Organizzazione per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e della loro rimozione. Essa include i requisiti per la progettazione, lo sviluppo, la gestione, la rendicontazione e la verifica dell’inventario dei gas ad effetto serra di un’organizzazione.
Il percorso di Copura
Per un’impresa di facility management, mappare l’impronta di carbonio a livello organizzativo è una sfida complessa, resa difficile dalla dispersione dei cantieri e dalla scarsa reperibilità di dati primari sui consumi. Per superare questi ostacoli, la strategia vincente è l’approccio “bottom-up”: partire dall’analisi dei singoli processi per risalire fino alla scala nazionale.
È questa la filosofia di Copura, pioniera nel settore con la certificazione della Carbon Footprint di servizio. Il percorso è iniziato nel 2021 con l’ottenimento della certificazione ISO 14067 applicata alle pulizie professionali presso il Polo Sanitario Santa Teresa di Ravenna (ne abbiamo parlato qui). Questo progetto pilota non è stato solo il punto di partenza per il sistema di monitoraggio interno, ma ha permesso di dimostrare scientificamente il valore aggiunto dei protocolli ad alte prestazioni ambientali, in linea con i CAM Cleaning 2021.
Il percorso, guidato dalla consulenza di Punto 3, si è articolato in tre fasi strategiche:
- Analisi di significatività: fondamentale per definire con precisione i confini di rendicontazione.
- Raccolta dati: la fase più complessa, che ha richiesto una sinergia trasversale tra tutte le funzioni aziendali per mappare ogni sorgente di emissione.
- Quantificazione e Classificazione: i dati di inventario sono stati elaborati e suddivisi secondo le 6 categorie previste dalla norma ISO 14064-1.
Il risultato finale è un report di studio dettagliato che non solo fotografa le emissioni complessive — dettagliando i parziali per categoria e sottocategoria — ma condivide con estrema trasparenza l’intero approccio metodologico. A garanzia dell’accuratezza dei risultati, l’intero iter è stato validato da Bureau Veritas, ente di certificazione accreditato da Accredia per lo schema ISO 14064-1.
I vantaggi di una strategia climatica nel Facility Management
Oggi, la responsabilità climatica non è più un’opzione, ma un pilastro strategico. Per una realtà come Copura, consolidare l’operato in chiave ESG significa rispondere con trasparenza alle aspettative di soci, stakeholder, comunità locali e committenti, sia pubblici che privati.
Implementare una strategia climatica strutturata offre vantaggi concreti e misurabili:
- Consapevolezza e Gestione: Identificare le principali fonti di impatto è il primo passo per ridurle. Come afferma Peter Drucker: “Non puoi gestire ciò che non misuri”.
- Monitoraggio dei Progressi: Consente di verificare l’efficacia delle azioni di miglioramento e quantificare le riduzioni di emissioni ottenute lungo il percorso.
- Innovazione del Servizio: Sviluppare servizi ad alto valore ambientale permette di differenziarsi, offrendo soluzioni che rispondono alle crescenti esigenze di sostenibilità del mercato.
- Competitività: Una solida strategia climatica migliora il posizionamento dell’impresa nelle catene di fornitura e garantisce un vantaggio competitivo cruciale nelle gare d’appalto.
- Premialità e Risparmio: L’adozione della Carbon Footprint comporta benefici economici diretti, come lo sconto del 20% sulla fideiussione previsto per le imprese certificate nei bandi di gara, come previsto dal D.Lgs. 36/2023. La riduzione è cumulabile con le agevolazioni già previste per la ISO 9001, rendendo il percorso verso la sostenibilità un investimento con un ritorno economico immediato già in fase di gara.











