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Dati primari: la garanzia anti green-washing per carbon footprint ed EPD di prodotti e servizi

Dati primari: la garanzia anti green-washing per carbon footprint ed EPD di prodotti e servizi
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Per realizzare uno studio LCA (Life Cycle Assessment), che sia solido e credibile, il riferimento principale sono le norme internazionali ISO 14040 e 14044. Questi standard stabiliscono un principio fondamentale: seguire le PCR (Product Category Rules), ovvero le “regole del gioco” specifiche per ogni settore di attività.

Le PCR sono linee guida condivise a livello globale e vengono gestite dai Programme Operator. Uno dei programmi maggiormente diffusi a livello internazionale è l’International EPD System (che fa capo al portale Environdec), l’ente che coordina il marchio EPD, dichiarazione ambientale di “Tipo III” basata sulla norma ISO 14025.

Affidarsi a una PCR è un passaggio obbligato ogni volta che si vuole ottenere una certificazione di Carbon Footprint (ISO 14067) o una EPD. Questo metodo non è solo una formalità, ma è ciò che garantisce che lo studio sia scientifico, trasparente e, soprattutto, confrontabile con altri risultati sul mercato. Le norme ci aiutano così a mantenere la massima oggettività, partendo proprio dalla fase di inventario: uno dei momenti più importanti del lavoro, in cui l’azienda raccoglie i dati reali su tutti i processi che compongono il ciclo di vita del proprio servizio o prodotto.

Cosa sono i dati primari

I dati di inventario (LCI) hanno la finalità di caratterizzare dal punto di vista ambientale i processi considerati nel ciclo di vita di uno studio LCA. Pertanto, sono il cuore di ogni studio e sono classificati in tre categorie fondamentali per garantire trasparenza e scientificità: dati primari, secondari rappresentativi e proxy (Environdec, General Product Instruction – GPI 5.0.1).

  • Dati Primari: nel quadro metodologico delle norme internazionali ISO 14040 e ISO 14044, i dati primari, rappresentano le informazioni quantificate di un processo o di un’attività raccolte tramite misurazione diretta o calcoli basati su misurazioni reali.
  • Dati Secondari Rappresentativi: sono dati tratti da banche dati o letteratura scientifica che soddisfano rigorosi requisiti di qualità e rappresentatività.
  • Dati Proxy: informazioni che non soddisfano pienamente tutti i requisiti di qualità previsti per i dati secondari rappresentativi.

Secondo le regole internazionali, l’uso di dati primari è obbligatorio per tutti i processi su cui l’organizzazione ha il controllo operativo (come l’erogazione del servizio di pulizia in cantiere).

Per le altre fasi del ciclo di vita, i dati primari restano la scelta preferenziale e devono essere utilizzati ogni volta che sono disponibili, lasciando ai dati secondari un ruolo sussidiario.

Foto di Punto 3 Srl SB

Servizi di pulizia: obbligo di dati campionati sul cantiere

Solo per citare un esempio pratico prenderemo ad esempio i servizi di pulizia. La nuova PCR 2011:03 v4.0.1 (regola di categoria di prodotto specifica per il servizio di pulizia avvallata dall’Environdec) – in linea con le istruzioni generali GPI 5.0.1 – stabilisce che i dati di inventario debbano provenire direttamente dai siti operativi dove il servizio viene prestato e dai processi sotto il controllo dell’organizzazione.

In termini pratici, l’utilizzo di dati primari è obbligatorio per la fase d’uso (erogazione del servizio) e consiste nel misurare sul campo i consumi reali di detergenti, acqua ed energia elettrica dei macchinari, garantendo così la massima rappresentatività tecnologica e trasparenza rispetto a dati medi o generici ricavati da banche dati, brochure e schede tecniche dei produttori o letteratura.

La raccolta delle informazioni sulle prestazioni ambientali del servizio avviene grazie a strumenti di misura professionali ed opportunamente tarati, che garantisco la massima precisione del campionamento, come ad esempio:

  • Bilance di laboratorio: per la pesatura dei prodotti chimici
  • Wattmetri: per monitorare i consumi elettrici di macchinari in fase di ricarica e lavatrici
  • Contatori idrici: per misurare il consumo d’acqua di macchinari e soluzioni pulenti
  • Checklist: per monitorare interventi e processi specifici

Foto di Punto 3 Srl SB

La qualità dello studio

Fermo restando che è obbligatorio l’utilizzo dei dati primari per la fase d’uso, per tutte le altre fasi è possibile usare dati secondari e proxy. Ma, per essere qualitativamente ineccepibile, il contributo di proxy nello studio deve sottostare ad una determinata soglia. In base alle General Programme Instructions (GPI v.5.0.1) e alle PCR armonizzate per i servizi di pulizia, la soglia massima consentita per l’utilizzo di proxy data è il 10% dei risultati per ciascuna delle categorie di impatto ambientale considerate nello studio.

Questa regola serve a garantire che la maggior parte delle informazioni alla base della dichiarazione ambientale sia di alta qualità e rappresentativa della realtà operativa, limitando l’incertezza derivante dall’uso di dati stimati o non perfettamente aderenti allo scenario tecnologico e geografico del servizio.

Dati primari: l’unica strada per dichiarazioni a prova di verifica

Per rendere uno studio LCA certificabile, la sua impostazione tecnica deve essere metodologicamente ineccepibile. Certamente, l’acquisizione di dati primari è un’attività sfidante, poiché richiede spesso campagne di misurazione specifiche direttamente sui siti operativi, ma costituisce l’unica via per assicurare piena scientificità e trasparenza alle prestazioni ambientali dichiarate.

I rischi derivanti dal condurre analisi non allineate alle norme internazionali (ISO 14040/44) e alle regole di categoria (PCR) sono molteplici:

  • Danno reputazionale in ottica di trasparenza ESG.
  • Inefficacia dei percorsi di innovazione, basati sul mancato ottenimento delle certificazioni.
  • Perdita di ricorsi o esclusione in fase di gara d’appalto.
  • Sfiducia economica da parte di azionisti e stakeholder.
  • Punteggi bassi nei sistemi di vendor rating dei grandi clienti.
  • Sanzioni e rischi legali connessi a dichiarazioni di greenwashing

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