Il 2025 è stato un anno ricco di cambiamenti alla normativa e agli standard di rendicontazione di sostenibilità. Le modifiche principali sono state: Direttiva “Stop the clock“, Atto delegato “Quick fix“, Exposure draft ESRS, come analizzato nel dettaglio in questo articolo. Inoltre, a fine 2025 ci sono state due ulteriori novità:
- Approvazione del cosiddetto “pacchetto Omnibus I” da parte del Parlamento Europeo il 16 dicembre 2025. Il pacchetto, che deve ancora essere ratificato formalmente dal Consiglio Europeo, mira a modificare la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), uniformando il quadro normativo con quello previsto dalla CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive).
- Pubblicazione della nuova bozza semplificata degli standard europei di rendicontazione ESRS, lo scorso 3 dicembre da parte dell’EFRAG. La bozza è frutto di un processo di revisione conclusosi a novembre 2025, a seguito della presentazione delle istanze della Commissione Europea.
Pacchetto "Omnibus I": nuovi criteri per le imprese soggette all’obbligo
L’approvazione del pacchetto Omnibus mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, definendo un quadro di obblighi di rendicontazione più proporzionato.
In base all’accordo provvisorio, la redazione e pubblicazione della dichiarazione di sostenibilità individuale riguarderà esclusivamente le società con un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro e una media di oltre 1.000 dipendenti nell’esercizio finanziario.
Tali disposizioni si estendono alle società extra-UE con un fatturato nel mercato unico superiore a 450 milioni di euro, comprese le loro controllate o succursali che generano ricavi nell’Unione per oltre 200 milioni.
L’intesa mira inoltre a limitare il volume di richieste informative che le società soggette all’obbligo rivolgono alla propria catena del valore, con particolare riguardo per le piccole e medie imprese.
Il testo revisionato della CSRD introduce specifiche tutele per i partner commerciali con meno di 1.000 dipendenti, impedendo che le grandi aziende trasferiscano su di essi la propria responsabilità di reporting. Questi ultimi non saranno tenuti a fornire dati eccedenti quanto previsto dagli standard di rendicontazione volontaria.
Grandi imprese (comprese Capogruppo)
Dimensione: oltre 1.000 dipendenti, +450 mln € ricavi
Standard: ESRS, con le introduzioni graduali previste dal Quick-fix fino al 2027
Rendicontazione obbligatoria dall’esercizio 2024
Grandi imprese (comprese Capogruppo)
Dimensione: tra 500 e 1.000 dipendenti, tra 50 mln e 450 mln € ricavi
Standard: suggerito ESRS, con le modifiche proposte dagli Exposure Drafts
Rendicontazione volontaria
Piccole e medie imprese
Dimensione: fino a 250 dipendenti, 50 mln € ricavi, 25 mln € attivo
Standard: VSME, Modulo Completo (“cap” per richieste di clienti, banche, etc)
Rendicontazione volontaria
Microimprese
Dimensione: fino a 10 dipendenti, 700 mila € ricavi, 350 mila € attivo
Standard: VSME, Modulo Base (livello di ingresso per tutte le PMI)
Rendicontazione volontaria
La nuova bozza degli standard di rendicontazione
Sulla base delle risultanze emerse nella fase preliminare di attuazione della CSRD, degli esiti di una consultazione pubblica durata 60 giorni e del dibattito in seno alla Commissione Europea, l’EFRAG ha concluso il processo di semplificazione degli standard ESRS a fine novembre 2025.
La nuova bozza, pubblicata il 3 dicembre, presenta ulteriori perfezionamenti rispetto alla versione di luglio 2025. Gli standard sono stati vagliati dall’EFRAG SRB e dall’EFRAG SR TEG con la finalità di ridurre il carico operativo e il numero di metriche vincolanti.
A fronte di una lieve riduzione dei datapoint obbligatori, sono state inserite tre nuove richieste di informativa, con l’obiettivo di garantire chiarezza normativa, mantenendo le finalità del Green Deal Europeo.
In continuità con le bozze presentate a luglio, l’EFRAG ha confermato l’applicazione di specifiche leve di semplificazione anche nella redazione della presente versione. Tali misure, coerenti con l’impostazione precedente, si articolano nei seguenti punti:
- Riduzione quantitativa delle informazioni richieste
- Semplificazione del processo di analisi della doppia rilevanza
- Adozione di soluzioni mirate ad alleviare il carico operativo e garantire maggiore flessibilità
- Definizione di nuove tempistiche per l’applicazione dei requisiti più complessi, attraverso meccanismi di introduzione graduale
- Revisione della struttura degli standard per favorire la leggibilità
La revisione ha inoltre curato l’allineamento terminologico alle linee guida dell’Unione Europea, l’eliminazione delle ambiguità pregresse e la verifica della coerenza tra obiettivi e requisiti degli standard.
Prossimi passi
L’accordo provvisorio relativo al Pacchetto Omnibus è attualmente in attesa della ratifica formale da parte del Consiglio Europeo. Successivamente all’adozione da parte dei co-legislatori, gli emendamenti saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, entrando in vigore contestualmente alla loro divulgazione.
La nuova CSRD, che integrerà sia le modifiche del Pacchetto Omnibus sia i nuovi standard ESRS elaborati dall’EFRAG, è prevista per la pubblicazione entro il primo semestre del 2026.
A partire dalla data di pubblicazione dell’atto delegato, gli Stati membri avranno a disposizione dodici mesi per il recepimento delle nuove disposizioni nel diritto interno.
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