Turismo sostenibile, come metterlo in pratica. Oggi Giornata Mondiale del Turismo 2021

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Oggi 27 Settembre ricorre la Giornata Mondiale del Turismo (World Tourism Day): per celebrare questa ricorrenza vi raccontiamo come Punto 3 ha messo in pratica il turismo sostenibile in questi 18 anni di attività.

Il turismo può essere sostenibile?

La domanda è lecita e credo tutti noi ce la siamo posti almeno una volta.

Il turismo è uno dei settori economici più importanti al mondo, la cui continua crescita, dalla seconda guerra mondiale in poi è stata rallentata solo dalla pandemia. Il turismo si basa sugli spostamenti, che negli ultimi anni sono diventati sempre più lunghi e frequenti grazie soprattutto alla diffusione dei voli economici e la globalizzazione delle destinazioni.

Come per tutti i comportamenti e le attività umane, il turismo potrà essere sostenibile solo se avverrà una rivoluzione culturale nella concezione stessa di vacanza, nei criteri alla base della scelta delle mete, delle strutture in cui soggiornare, dei mezzi di trasporto utilizzati per i viaggi.

Il turismo può essere sostenibile, se i turisti in primis lo saranno.

Il turismo può essere sostenibile se si passerà dalle vacanze cliché (brevissime e frequenti, “mordi-e-fuggi”, all-inclusive, di massa, in poche destinazioni alla moda) a viaggi di esperienza, approfonditi, in piena relazione con le comunità ospitanti e magari riscoprendo anche i luoghi dimenticati vicino a casa.

Il turismo può essere sostenibile, se i turisti in primis lo saranno.

Il turismo può essere sostenibile se si abbandoneranno le vacanze cliché e si sceglieranno vacanze esperienziali.

In questo contesto, le destinazioni che vogliono puntare a rendere sostenibile il turismo che attraggono devono organizzarsi per poter offrire ai turisti esperienze vere e arricchenti, offrendo i propri valori ambientali e culturali, ma senza mai metterli a repentaglio o peggiorare la qualità della vita delle comunità residenti a vantaggio delle presenze turistiche.

Come si fa un progetto di turismo sostenibile?

Un progetto di turismo sostenibile parte quindi dalla pianificazione territoriale e dall’intento comune di molti soggetti pubblici e privati ad andare nella stessa direzione. Ne è un ottimo esempio il Piano Strategico turistico delle Alpi del Mediterraneo, realizzato nel 2017 da Punto 3 per i Parchi italo-francesi dell’area e che, basandosi su un ampio processo partecipativo e l’analisi dei flussi strategici, ha definito quali tipologie di turismo favorire per ciascuna area, in relazione a opportunità e tutele, cercando di sviluppare un turismo su tutto l’arco dell’anno e diffuso su tutto il territorio.

Anche la Carta Europea del Turismo sostenibile (CETS) è uno strumento molto efficace per pianificare in modo condiviso e partecipato con tutti gli stakeholder territoriali lo sviluppo sostenibile del turismo di una area; la CETS, riconoscimento dato da Europarc, consente di individuare delle strategie di sostenibilità turistica di aree protette e Parchi, coinvolgendo il maggior numero di stakeholder stimolandoli ad attuarle impegnarsi con azioni concrete, ognuno secondo le proprie possibilità.

Punto 3 ha supportato Federparchi nel processo di candidatura a CETS della Riserva della Biosfera del Delta del Po, che ha ottenuto il riconoscimento nel 2021; attualmente Punto 3 ne segue lo sviluppo per il versante emiliano-romagnolo.

La locandina realizzata da Punto 3 per presentare la CETS della Riserva di Biosfera del Delta del Po

Come distinguere chi fa turismo sostenibile?

Nello scegliere una struttura (hotel, B&B, agriturismo, campeggio, rifugio,…) che si impegni seriamente per ridurre i propri impatti ambientali e offrire all’ospite un’esperienza di turismo sostenibile il riferimento principale e più accreditato è il marchio europeo ECOLABEL per i servizi turistici, che Punto 3 ha supportato diverse strutture ad ottenere, esistono poi diversi altri marchi dati da associazioni ambientaliste, Parchi o Enti Locali, la cui attendibilità e serietà tuttavia non è sempre garantita.

logo Ecoristorazione Trentino

Per quanto riguarda la ristorazione in Trentino esiste da diversi anni la certificazione Ecoristorazione Trentino, rilasciata dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente – APPA Trento ed il cui disciplinare fu sviluppato da Punto 3 nel 2011. Scopri di più

Turismo sostenibile deve però significare anche attenzione all’inclusività ed accessibilità delle destinazioni e delle strutture, come ad esempio fa il progetto Marchi OPEN della Provincia di Trento i cui disciplinari e struttura di certificazione sono stati ideati con il contributo di Punto 3. 

Il turismo sostenibile ha dei limiti?

La risposta è sì: il turismo sostenibile ha dei limiti, e se non li avesse non sarebbe sostenibile. Per determinare i limiti del turismo gli strumenti sono complessi e ancora approssimativi, ma certamente sarebbe importante poter valutare la capacità di carico turistico di un territorio (come Punto 3 fece per la Val di Sole in Trentino nell’ambito del calcolo dell’impronta ecologica della valle) o quanto meno attuare un  costante monitoraggio dei flussi turistici al fine di cercare di gestirli o limitarli se necessario, come sperimentato dal progetto europeo CEETO (Central Europe Eco-Tourism: tools for nature protection) nel quale Punto 3 ha affiancato il Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna nella valutazione dei flussi della salina di Cervia e del Boscone della Mesola.

La Salina di Cervia (RA)

Che differenza c’è tra turismo sostenibile e turismo responsabile?

A nostro avviso il turismo responsabile è una componente del turismo sostenibile.

Una componetene che diventa prioritaria laddove il turismo può e deve essere un mezzo per sostenere le comunità locali nel mantenere la propria cultura e soprattutto la capacità di vivere in armonia con la propria natura e territorio.

Una forma di turismo sostenibile: il turismo di comunità nato nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano con la Cooperativa I Briganti di Cerreto

Anche in Italia ci sono forme di turismo responsabile, come ad esempio il Turismo di comunità, nato nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano (con il quale Punto 3 collabora dal 2006 nei principali progetti di sviluppo economico-sociale) e poi esportato in tutto il territorio nazionale. Il turismo di comunità genera le entrate economiche che consentono alla comunità di erogare servizi economicamente in perdita che favoriscono la sua resilienza. In questi casi il turismo è una forma di aiuto alla resilienza delle comunità.

Scopri di più sui progetti di Punto 3 per il turismo sostenibile

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